di Corinna Pindaro

Le rilevazioni più recenti mostrano un netto calo di fiducia nei confronti di Donald Trump. Tra inflazione, dazi e tensioni interne, anche molti repubblicani iniziano a dubitare della sua leadership

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DONALD TRUMP PRESIDENTE USA

Gli americani, compresi numerosi esponenti del Partito Repubblicano, iniziano a nutrire forti dubbi sulla capacità di Donald Trump di guidare il Paese in modo efficace. Secondo gli ultimi sondaggi, il ritorno del tycoon alla Casa Bianca viene percepito da molti come motivo di preoccupazione. Solo una piccola percentuale, circa il 24%, ritiene che Trump stia davvero affrontando le questioni più rilevanti per gli Stati Uniti. La sua politica economica, in particolare, riceve giudizi molto negativi, mentre la guerra commerciale intrapresa contro storici alleati come il Canada è vista con sempre maggiore scetticismo.

I sondaggi premiano poco la nuova agenda trumpiana

Una serie di indagini condotte da istituti come Associated Press-Norc Center per Public Affairs Research e New York Times/Siena College fotografa una situazione complicata per Trump, a pochi mesi dal possibile inizio del suo secondo mandato. La fiducia tra i repubblicani è in calo: solo il 54% appoggia ancora la direzione intrapresa, un dato in netto contrasto con il quasi totale consenso registrato in passato. L’approvazione generale, rilevata dal Siena College, si è fermata al 42%, mentre tra gli elettori indipendenti il sostegno crolla al 29%. Inoltre, più della metà degli intervistati ritiene che Trump stia oltrepassando i limiti imposti dalla Costituzione, e il 59% descrive un suo secondo mandato come “spaventoso”.

Media conservatori critici e rabbia social di Trump

Anche alcuni media tradizionalmente vicini a Trump, come Fox News, mostrano segnali di disapprovazione. Secondo i dati emersi, il 58% degli americani boccia l’operato del presidente, mentre il 59% si dichiara insoddisfatto della gestione dell’inflazione. L’indice di gradimento di Trump, secondo Fox, è tra i più bassi mai registrati da un presidente al secondo mandato. La reazione del tycoon non si è fatta attendere: su Truth Social, Trump ha attaccato duramente i sondaggisti della rete, accusandoli di essere “nemici” personali.

Economia in difficoltà: crolla l’immagine di Trump come uomo d’affari

Storicamente percepito come un esperto di affari nonostante i suoi fallimenti imprenditoriali, Trump sta ora affrontando un drastico cambiamento nella percezione pubblica. L’inflazione elevata e la svalutazione del dollaro – ai massimi da oltre cinquant’anni – stanno minando la sua reputazione. Secondo il New York Times, solo il 43% degli elettori approva oggi la sua gestione economica, contro il 64% di consenso registrato un anno fa. La politica dei dazi, in particolare, incontra forte opposizione: il 61% degli americani ritiene che non dovrebbero essere imposti senza l’autorizzazione del Congresso, mentre tra i repubblicani cresce il dissenso verso la decisione di deportare immigrati irregolari che partecipano a manifestazioni contro Israele.

Un’America sempre più scettica

La percezione generale dell’economia non è positiva: metà degli intervistati teme che i dazi faranno aumentare i prezzi al consumo. Secondo Gallup, il 53% degli americani crede che l’economia stia imboccando una strada sbagliata, una percentuale di sfiducia che non si registrava dal 2001. Questo scenario, a meno di cento giorni dall’eventuale ritorno di Trump alla presidenza, potrebbe rivelarsi decisivo.

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