di Annachiara Mottola di Amato

Netanyahu: “Il regime del terrore a Teheran rappresenta una minaccia per il destino dell’intera umanità”

Gli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore hanno ucciso almeno 58 persone e ne hanno ferite oltre 100, secondo fonti mediche palestinesi citate dall’emittente Al Jazeera. Nella sola giornata di ieri, scrive, il bilancio era di 39 uccisi, ma durante la notte è salito.

Netanyahu sull’Iran

“Il regime del terrore a Teheran rappresenta una minaccia non solo per il nostro futuro, ma per il destino dell’intera umanità. La lotta tra noi e l’impero del terrore determinerà il destino di tutte le società umane. Se Israele perderà questa battaglia, le nazioni occidentali saranno le prossime a essere colpite”. Così il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu durante la cerimonia del Giorno della Memoria della Shoah e allo Yad Vashem a Gerusalemme a cui ha presenziato oggi.

Nuova bozza di accordo: “Hamas depone le armi ma non le consegna”

Le ultime proposte presentate al Cairo dai mediatori egiziani e qatarioti a Israele e Hamas includono il ritiro dell’esercito israeliano da Gaza in cambio dell’impegno dei miliziani a deporre le armi ma non a consegnarle. Secondo fonti dei media arabi, Hamas avrebbe accettato di deporre le armi durante gli anni di tregua. Non è chiaro, però, se questa specifica proposta soddisfi l’obiettivo dichiarato di Israele di disarmare il gruppo e porre fine completamente alla sua governance e alle sue capacità militari. Hamas, intanto, avrebbe già accettato l’esclusione dall’amministrazione e dalla ricostruzione postbellica della Striscia.

I punti da chiarire

Uno dei punti su cui è difficile trovare un’intesa è la richiesta di Hamas che Israele restituisca il corpo del defunto leader del gruppo, Yahya Al Sinwar , ucciso a Gaza l’anno scorso. Le due parti sono inoltre in disaccordo sulla richiesta di Israele che alti funzionari di Hamas lascino Gaza e vivano in esilio. “I negoziatori di Hamas e Israele stanno discutendo seriamente sulle proposte, ma ciò potrebbe non essere sufficiente per giungere a un accordo in tempi brevi”, ha affermato una fonte parlando con il media degli Emirati The National. “Alla fine, Israele non accetterà di ritirarsi da Gaza ed è probabile che insisterà nel mantenere le zone cuscinetto che ha creato nell’enclave”. Lo stato ebraico, inoltre, si oppone al rilascio di diversi detenuti palestinesi che stanno scontando l’ergastolo nelle sue carceri in seguito a condanne per terrorismo.

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