di Corinna Pindaro
Tesla registra un crollo di vendite e utili. Musk riduce l’impegno politico per salvare l’azienda, tra critiche e perdita di fiducia del mercato
Tesla ha chiuso il primo trimestre del 2025 con risultati finanziari nettamente inferiori alle aspettative. Il fatturato si è attestato a 19,33 miliardi di dollari, in calo del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ancora più marcata la flessione dell’utile netto, sceso del 71% a 409 milioni di dollari. Nonostante le stime degli analisti fossero già pessimistiche, i numeri hanno comunque deluso. La stessa Tesla ha ammesso che la domanda di veicoli elettrici potrebbe risentire di un “cambiamento nella sensibilità politica” in alcune aree del mercato.
Musk annuncia il ritiro parziale dal governo
Durante una recente conferenza con gli investitori, Elon Musk ha dichiarato che a partire dal mese prossimo ridurrà significativamente il tempo dedicato al Doge, l’ufficio federale incaricato di monitorare la spesa pubblica. Pur non menzionando direttamente le difficoltà di Tesla, Musk ha fatto intendere che l’obiettivo è completare il lavoro nel Doge e tornare a concentrarsi sull’azienda. Ha aggiunto che continuerà comunque a collaborare con il dipartimento, ma con un impegno limitato a uno o due giorni alla settimana, finché durerà il mandato presidenziale di Donald Trump.
Assicurazioni in rialzo e margini in calo
Anche sul fronte assicurativo Tesla sta affrontando nuove criticità. Le polizze furto e incendio per i veicoli del marchio sono aumentate del 28%, a causa del crescente numero di atti vandalici. Nel frattempo, il margine lordo dell’azienda, pur superiore alle attese (16,3% contro una previsione del 15,82%), resta in flessione rispetto al 17,4% dell’anno scorso. Le consegne sono diminuite del 13% e gli sconti applicati per incentivare le vendite hanno ulteriormente compresso i margini di profitto, in un mercato dove i consumatori sembrano preferire soluzioni ibride, più economiche e pratiche.
La corsa in Borsa e il crollo post-elezioni
Nonostante i dati poco incoraggianti, il titolo Tesla ha avuto un momentaneo rimbalzo a Wall Street, registrando un +4% in attesa dei risultati trimestrali. Tuttavia, il valore dell’azione è ancora molto lontano dai massimi raggiunti a dicembre 2024, poco dopo la vittoria elettorale di Donald Trump, sostenuta economicamente anche da Musk con oltre 250 milioni di dollari in donazioni. Da quel momento il titolo ha perso oltre il 50%, passando da 479,86 dollari a quota 231,20.
Le scelte politiche danneggiano l’immagine di Tesla
Le posizioni sempre più schierate a destra di Elon Musk hanno compromesso la reputazione del marchio in mercati chiave come la California e la Germania. Il malcontento è cresciuto anche all’interno degli Stati Uniti, dove i drastici tagli imposti dal Doge a diverse agenzie federali hanno suscitato forti proteste. L’analista Dan Ives ha recentemente suggerito che Musk dovrebbe abbandonare il suo ruolo governativo per tornare a guidare Tesla a tempo pieno, cercando di recuperare terreno sia in termini di fiducia che di vendite.
L’opinione pubblica si allontana da Tesla
Secondo un sondaggio condotto da CNBC per l’All-America Economic, l’opinione pubblica americana sta cambiando. Il 50% degli intervistati ha una visione negativa di Tesla, mentre solo un terzo si esprime favorevolmente su General Motors. Un dato che riflette un’inversione di tendenza nel percepito del marchio, sempre più associato a scelte divisive e politicamente controverse.
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