di Redazione
Il termine “conclave” – “con la chiave” – non è solo simbolico. I cardinali elettori, provenienti da ogni angolo del mondo, saranno rinchiusi nella Cappella Sistina, senza contatti con l’esterno, fino a quando non avranno scelto il nuovo Papa. I nomi che circolano sul possibile successore: Matteo Zuppi, Luis Antonio Tagle, Peter Turkson
Il mondo si prepara a dare l’ultimo saluto a Papa Francesco. I funerali, secondo il protocollo vaticano, si terranno entro nove giorni dalla sua morte, mentre il conclave si aprirà entro un mese. Dopo le congregazioni generali, il Collegio cardinalizio eleggerà il nuovo Pontefice, avviando un altro capitolo della storia della Chiesa.
Mentre la capitale italiana si sveglia nel silenzio, Piazza San Pietro è invasa da fedeli e curiosi. Solo ieri, Papa Francesco si affacciava dalla sua finestra per salutare i pellegrini. Oggi, il suo posto è vuoto e la Chiesa si trova di fronte a un momento cruciale. A rappresentare il cordoglio della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Matteo Zuppi ha dichiarato: «È un momento doloroso per tutta la Chiesa. Affidiamo Papa Francesco al Signore, certi che tutto si rivela nella misericordia e nell’amore del Padre».
Un voto segreto e solenne
Il conclave è uno dei riti più antichi e misteriosi della Chiesa. Il termine “conclave” – “con la chiave” – non è solo simbolico. I cardinali elettori, provenienti da ogni angolo del mondo, saranno rinchiusi nella Cappella Sistina, senza contatti con l’esterno, fino a quando non avranno eletto il nuovo Papa. Ogni voto è segreto, ogni scrutino decisivo: due al mattino, due al pomeriggio. E poi, finalmente, il fumo. Se il fumo è bianco, l’elezione è avvenuta.
Le mura vaticane sono testimoni di un rituale millenario che intreccia spiritualità, politica e storia. Il mondo aspetta con il fiato sospeso, ma all’interno della Cappella, tra le pitture di Michelangelo, il tempo scorre secondo un altro ritmo: quello della fede, della riflessione, del compromesso.
Un rito che ha attraversato i secoli
Il conclave nasce nel 1274, ma la sua genesi affonda le radici in secoli di storia. Attraverso le epoche, ha visto l’ingerenza di monarchi, guerre e intrighi. Ma il suo scopo resta immutato: scegliere chi guiderà la Chiesa. Oggi il processo è più strutturato che mai, ma l’obiettivo finale non cambia: individuare la voce di Dio sulla Terra.
La sua rilevanza è tale che il cinema non ha potuto fare a meno di raccontarlo. “Conclave”, il film uscito nel 2024, con la Regia di Edwars Berger, tratto dal romanza di Robert Harris, ha portato sul grande schermo la tensione del rito, trasformandolo in un thriller avvincente e carico di simbolismo, dove alleanze e rivalità cardinalizie si intrecciano in un dramma politico e religioso. Ralph Fiennes nel ruolo del cardinale protagonista ha dato vita a un personaggio enigmatico, mentre il film ha reso ancora una volta il conclave un palcoscenico globale, capace di catturare l’immaginazione di tutti.
Papabili: il futuro della Chiesa tra scelte globali e locali
Grande schermo a parte, fuori dalle mura vaticane, si susseguono i nomi dei papabili. Le previsioni sembrano un gioco senza fine, ma c’è una regola del conclave che nessuno osa infrangere: chi entra Papa, esce cardinale. Tuttavia, ci sono figure che sembrano destinati a giocare un ruolo fondamentale.
Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, è una delle voci più ascoltate. Con un passato nelle periferie e un respiro internazionale, potrebbe rappresentare una continuità con la visione sociale di Papa Francesco.
Luis Antonio Tagle, filippino, è un altro nome che attira attenzione. La sua carriera è stata costruita sulla missione e sull’attenzione ai giovani, e molti vedono in lui una figura ideale per un papato che guardi al Sud del mondo.
Peter Turkson, ghanese, sarebbe il primo Papa africano dell’era moderna, portando una visione forte sulla giustizia sociale e sull’ambiente.
Altri nomi, tra cui quelli di gesuiti e teologi, si fanno strada. Alcuni immaginano una figura di transizione, mentre altri sperano in un riformatore che prosegua l’opera di cambiamento iniziata da Papa Francesco.
Il tempo dell’attesa
Il Vaticano è in fermento. Mentre i pellegrini pregano sotto l’obelisco, i giornalisti si accalcano lungo Via della Conciliazione. Le campane suonano e l’intero mondo sembra fermarsi in attesa del fumo. Un nome, un volto, una lingua. La curiosità cresce, l’incertezza è palpabile.
Quando finalmente il fumo bianco uscirà, tutti pronunceranno le parole attese: Habemus Papam. Sarà un Papa giovane o anziano? Sarà un riformatore o un conservatore? La vera domanda è: chi sarà il volto che, come Francesco, riuscirà a parlare a tutti?
Quello che è certo, però, è che il conclave non è solo un’elezione. È un passaggio di testimone che coinvolge tutta la Chiesa e l’intero mondo, un rito di speranza e di cambiamento che continuerà a scrivere la storia.
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L’articolo Papa Francesco. Il Conclave entro un mese, i nomi dei cardinali che potrebbero succedergli. Storia di un rito antico, dal medioevo al film di Berger proviene da Associated Medias.

