di Velia Iacovino
La proposta ha ottenuto l’86,48% dei consensi tra i presenti, superando ampiamente la soglia dei due terzi necessaria per la parte straordinaria dell’ordine del giorno. I contrari si sono fermati all’11,81%.Approvato anche il bilancio 2024
Con un voto a larghissima maggioranza, l’assemblea degli azionisti di Monte dei Paschi di Siena ha approvato l’aumento di capitale destinato a sostenere l’Offerta pubblica di scambio (Ops) su Mediobanca. La proposta ha ottenuto l’86,48% dei consensi tra i presenti, superando ampiamente la soglia dei due terzi necessaria per la parte straordinaria dell’ordine del giorno. I contrari si sono fermati all’11,81%.
La partecipazione all’assemblea, convocata questa mattina a Siena in presenza, ha raggiunto il 73,6% del capitale sociale, una percentuale appena sotto il 75% considerata “di sicurezza” per il management. Nonostante ciò, l’esito del voto ha confermato l’ampio sostegno al progetto di espansione, che segna una svolta strategica per la storica banca senese.
Ad aprire i lavori è stato il presidente Nicola Maione, che ha sottolineato l’importanza della scelta di svolgere l’assemblea in presenza, definendola «un segnale di attenzione della nostra banca agli azionisti». Maione ha poi ribadito il valore del Monte: “Mps è un patrimonio del Paese. I risultati positivi sono frutto di un impegno costante del consiglio di amministrazione, dell’amministratore delegato e di tutti i nostri dipendenti, uomini e donne con un grande attaccamento al Monte”.
Durante l’assemblea è stato inoltre approvato il bilancio relativo all’esercizio 2024 con una percentuale del 99,98% dei presenti, con appena lo 0,02% contrario e percentuali irrilevanti tra astenuti e non votanti.
L’appuntamento assembleare ha messo in evidenza anche i nuovi equilibri nell’azionariato di Mps. Il gruppo Caltagirone si afferma come primo socio privato con una partecipazione salita dal 5,02% al 9,96%. Aumenta anche la quota di Delfin, che passa dal 9,7% al 9,86%. Rimane stabile la presenza del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) con l’11,73%, così come quelle di Banco Bpm (5%) e Anima Holding (3,99%).
I vertici della banca possono contare su una base solida di azionisti favorevoli, che rappresentano circa il 55% del capitale e che hanno appoggiato in modo compatto la strategia di crescita delineata dal consiglio di amministrazione. Tra questi figurano, oltre al Mef, Caltagirone e Delfin, anche Banco Bpm, Anima, le fondazioni bancarie, Algebris, Enpam, Inarcassa, Pimco, Norges Bank e il fondo pensione degli insegnanti della California.
Dall’altro lato, alcuni investitori statunitensi con partecipazioni minori, tra cui New York City Comptroller, Sba Florida, Calvert, Calstrs e Cpp Investments, hanno espresso parere contrario all’operazione.
Con il via libera dell’assemblea, il consiglio di amministrazione di Mps ha ora la delega per procedere con l’aumento di capitale, passo fondamentale per dare concretezza al progetto di acquisizione di Mediobanca. Un’operazione ambiziosa, destinata a ridefinire gli equilibri del sistema bancario italiano.
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