di Corinna Pindaro
L’emissario di Donald Trump Witkoff vola a Mosca per una missione diplomatica ad alto livello. Al centro del confronto, la guerra in Ucraina e la possibile distensione tra Stati Uniti e Russia
Il rappresentante speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, si trova in Russia per un incontro ufficiale con il presidente Vladimir Putin. A confermarlo è il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, che ha parlato di un colloquio focalizzato su “temi chiave legati alla crisi in Ucraina” e sul rafforzamento del dialogo tra Washington e Mosca. Secondo Peskov, Witkoff porterà con sé messaggi diretti da parte dell’ex presidente americano, mentre il leader russo coglierà l’occasione per ribadire la posizione di Mosca sul conflitto e sulla strategia di risoluzione.
Verso un possibile accordo? Il difficile percorso del negoziato
Nonostante il nuovo confronto, dal Cremlino arrivano parole prudenti: “Non ci aspettiamo svolte immediate,” ha dichiarato Peskov, sottolineando come il processo di avvicinamento tra le due potenze sia ancora in una fase iniziale. I dialoghi mirano a costruire le basi per una futura intesa sulla questione ucraina, ma le divergenze restano marcate. Witkoff ha già incontrato a San Pietroburgo Kirill Dmitriev, figura chiave del panorama economico russo e intermediario diretto di Putin negli affari internazionali.
Trump spinge per risultati rapidi prima del traguardo dei 100 giorni
Donald Trump, attraverso un post pubblicato su Truth Social, ha espresso impazienza per la lentezza dei negoziati. Il tycoon ha ribadito che il conflitto “non sarebbe mai iniziato se fosse stato alla Casa Bianca” e punta ora a ottenere risultati concreti entro il 20 aprile, scadenza simbolica dei suoi primi 100 giorni del secondo mandato presidenziale. La sua priorità è fermare un conflitto che definisce “inutile e devastante”, con un numero crescente di vittime settimanali.
Pressioni reciproche e richieste strategiche tra Mosca e Washington
Le trattative tra le diplomazie si muovono anche su binari paralleli, come la richiesta della Russia di revocare le sanzioni su Aeroflot per riaprire i collegamenti aerei diretti con gli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha dichiarato che gli USA non hanno ancora risposto formalmente, nonostante un primo accordo verbale raggiunto in un precedente vertice a Riad. Lavrov ha inoltre lodato l’approccio più analitico di Washington rispetto all’Europa nella gestione delle cause profonde del conflitto.
L’Unione Europea insiste sul sostegno a Kiev
Nel frattempo, l’Unione Europea ha ribadito il proprio supporto all’Ucraina in occasione del summit del Gruppo di contatto per la difesa, tenutosi a Bruxelles. Kaja Kallas, Alto rappresentante Ue per gli affari esteri, ha sottolineato l’importanza del contributo militare e finanziario all’Ucraina, evidenziando come nel 2025 siano già stati stanziati oltre 23 miliardi di euro. Gli Stati Uniti, rappresentati in collegamento dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, hanno suscitato qualche preoccupazione per un possibile disimpegno dalla scena europea.
Pevkur: “Putin cerca una mossa simbolica per il 9 maggio”
Hanno Pevkur, ministro della Difesa estone, ha invitato i Paesi alleati a rafforzare l’assistenza all’Ucraina, paventando che la Russia voglia siglare un accordo con gli USA in vista della Giornata della Vittoria del 9 maggio, data simbolica per il Cremlino. “Putin ha sempre dato importanza alle ricorrenze – ha detto – e non sarebbe sorprendente se puntasse a un gesto forte per quella data, come già avvenuto il 24 febbraio, giorno dell’inizio dell’invasione.” Una corsa contro il tempo, dunque, tra diplomazia, guerra e narrazione politica.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Witkoff, inviato di Trump, a Mosca: faccia a faccia con Putin proviene da Associated Medias.

