Addio a Paolo Rossi: è la morte che restituisce i sogni più belli della vita

di Francesco Riccio

Amara considerazione. In questi giorni tristi che stanno scandendo l’anno più brutto della nostra generazione, segnato dalla scomparsa di tanti amici, è la Morte che ci restituisce i sogni più belli della Vita.

Gli anni ’80. Le magie di Diego, i sogni ad occhi aperti di Imagine, i gol al Brasile, alla Polonia, alla Germania di Pablito. Una magia della Vita che si scusa per l’angoscia di questi giorni utilizzando la Morte di Idoli per riconsegnarci, nel dolore, il sorriso, la gioia di vivere, i momenti di serenità che vorresti fissare nella mente per sempre. Anzi ti accorgi che è giunto il momento di tirarli fuori da quel recondito angolo del cervello dove sempre albergano. In quel luogo, l’inconscio, che costituisce una riserva di Vita. La Memoria. E sì tiriamolo fuori.

Non avevo partecipato al derby tutto italiano tra Pal e SECAM. Avevo tenuto il mio piccolo Brionwega arancione acquistato per l’altro grande evento della memoria collettiva, il ’70. L’ anno di Giggirriva, di Italia- Germania 4/3
I Mondiali, anzi il Mundial richiamava riti scaramantici. Il ’70 vissuto di notte con gli amici e colleghi universitari. In casa mia, a Bologna. Nell’ 82, eravamo già grandi. Ci eravamo sparpagliati. La prima partita la vidi da solo. Divenne perciò il rito scaramantico di quel Mundial. Tenacemente in B/N, con il mio Brionwega. Sempre in casa a Bologna.

La delusione delle prime partite. La sofferta qualificazione. Il silenzio stampa. Poi improvvisamente il Grande Brasile di Falcao ci regala la riscossa inattesa. Ed il Profeta è Lui Paolo Rossi. Quello che non doveva venire al Mundial, ma che Bearzot attese e fece giocare. Tre gol, talento, fortuna,rapina. La sintesi del successo. Con la parata di Zoff. Poi la semifinale e la Grande Germania in finale.
L’Urlo di Tardelli, i gol di Pablito ed Altobelli.

E su tutti il “non ci prendono più” di Papà Pertini. L’ ansia di correre in piazza a condividere la gioia, frenata dalla voglia di non perdere neanche un fotogramma di quel magico pomeriggio davanti al piccolo grande Brionwega in B/N. Campioni del Mondo. Campioni del Mondo. Campioni del Mondo.
Si in piazza a cantare ” Ma il cielo è sempre più blu”. Dai il 2020 sta per finire. Ritorneremo in piazza. E il cielo sarà sempre più blu.
Buonanotte.

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